UNA TORRE E 100 CHIESE

UNA TORRE E 100 CHIESE

Anche queste due città le abbiamo visitate nello stesso giorno, distano mezz’ora l’una dall’altra.

La mattina ci siamo svegliati presto e ci siamo recati a Pisa, dove, in una nuvolosa mattina abbiamo visitato Piazza dei Miracoli all’interno della quale sono presenti il Duomo, il Battistero e la famosissima Torre Pendente.

Per primo abbiamo visitato il Duomo di Santa Maria Assunta, si tratta di una chiesa a croce latina, completamente rivestita in marmo bianco con decorazioni in marmo rosa e nero. Le stesse decorazioni si ritrovano anche sul fonte battesimale, di fronte al Duomo, e sulla torre.

Il fonte battesimale è a pianta ottagonale dai cui angoli partono delle linee in marmo nero che suddividono la struttura in sezioni sul pavimento. È possibile salire sulla cupola e ammirare dalle finestrelle il Duomo e la torre ma non solo, dalla cima è possibile ammirare l’interno del battistero dall’alto. È stato molto bello salire, e lo è stato ancora di più quando abbiamo ripetuto l’Esperienza a Firenze salendo sulla cupola di S. Maria del Fiore, ma un consiglio: se come mia sorella soffrite di claustrofobia anche lieve, salire sulle cupole forse non è la cosa migliore.

Per quanto famosa non siamo saliti alla Torre, personalmente ritengo che pagare 20€ per salire solamente sulla torre siano un poco eccessivi. Infatti, il biglietto cumulativo comprende solo l’ingresso al Duomo e al battistero la torre si paga a parte.

Abbiamo pranzato sul prato e ci siamo riposati un po’, prima di ritornare in macchina per raggiungere la città di Lucca. Il riposo ci ha regalato la vista mozzafiato e documentata delle nuvole che si aprivano per lasciare spazio al sole, che ci avrebbe poi accompagnato per tutto il resto della giornata!

La città di Lucca è oggi molto estesa ma la parte che viene visitata e per la quale è famosa è quella dentro le mura, d’impostazione romana e arricchita da numerosi edifici medioevali e rinascimentali.

Abbiamo lasciato l’auto in un parcheggio vicino a Porta S. Donato, dalla quale siamo entrati nella cosiddetta “Città dalle 100 chiese” o “Città Bianca” era infatti una città Guelfa.

Ci siamo diretti subito verso la chiesa di S. Michele in Foro, deve il nome all’antico foro romano sopra il quale è posizionata. La chiesa è molto antica e presenta pertanto una sovrapposizione di stili, come si può notare la parte inferiore risulta molto meno decorata rispetto alla superiore, la quale è caratterizzata da 4 corsi di loggette, tipiche del romanico pisano-lucchese. Le colonnette delle loggette sono tra loro tutte diverse. Sulla sommità sono poste tre statue, due piccoli angeli sui lati e l’arcangelo Michele, che trafigge un drago, più grande nel mezzo. Le ali sono in bronzo e si narra che nelle giornate di sole la sommità sia molto luminosa per la presenza di uno smeraldo rimasto incastonato nella scultura.

Da li siamo andati verso Piazza Napoleone, un tempo detta piazza grande, venne fatta ricostruire e ribattezzata dalla sorella di Napoleone, alla guida della città tra il 1805 e il 1815. Oggi la piazza ospita numerosi eventi e concerti.

Vista la piazza la nostra meta successiva sarebbe dovuta essere la chiesa di S. Frediano, ma nel girovagare per i vicoli ci siamo imbattuti in Palazzo Pfanner, uno dei luoghi più belli dove sia mai stata fin ora. L’interno è parzialmente visitabile, in alcune stanze è possibile soggiornare, ma ciò che merita davvero di essere visitato e vissuto è il giardino.

Progettato agli inizi del’700 è espressione dello stile italiano, con vialetti in ghiaia tra loro ortogonali, la presenza di una grossa fontana decorata con statue che rimandano alla mitologia classica. Non mancano ovviamente le siepi in bosso, le piante di agrumi e dei piccoli boschetti delimitativi. È un luogo idilliaco e colorato perfetto per riposarsi prima di proseguire la visita alla città. All’interno del giardino cono stati messi tavolini in ferro battuto e panchine, ma ci si può anche sedere all’ombra di un albero per leggere un buon libro o semplicemente osservare la natura e il campanile di S. Frediano che svetta dietro la cinta del palazzo. Merita davvero di essere visitato, personalmente non volevo più andarmene via!

Quando finalmente ci siamo ripresi e mi hanno convinta ad uscire ci siamo diretti alla chiesa di S. Frediano. Si tratta di una chiesa romanica, la cui particolarità sta nella facciata. La parte inferiore è in pietra levigata, ma quella superiore è interamente decorata a mosaico. Il mosaico raffigura, su fondo dorato, l’ascensione di Cristo, affiancato da due angeli, sotto questa figura sono raffigurati gli apostoli. Internamente è suddivisa in 5 navate come si può notare dalla ripartizione esterna della facciata inferiore.

Dopo aver visitato la chiesa ci siamo recati alla Torre Giunigi, credo sia d’obbligo vedere la città e i colli circostanti dall’alto di una delle torri, noi abbiamo scelto questa perché molto particolare. Una volta completata l’opera, nella seconda metà del 14° secolo, sulla sommità di Torre Giunigi vennero messi a dimora degli alberi di Leccio come simbolo di rinascita. Si dice che l’albero più alto venne piantato da Paolo Giunigi e che quando questo venne catturato da Sforza l’albero perse tutte le foglie come presagio della morte dell’uomo.

Un’altra curiosità sulle torri private che vanno ad aggiungersi alle torri campanarie delle chiese, ci da modo di capire a fondo perché Lucca ne possiede così tante. In passato le famiglie nobili per dimostrare il loro potere economico e prestigio sociale facevano a gara nel costruire torri sempre più alte. Torre Giunigi è oggi tra le più alte con i suoi 45 metri d’altezza.

Per terminare al meglio la nostra giornatina leggera ci siamo recati a visitare il Duomo di San Martino. Come S. Frediano la particolarità della cattedrale sta nel suo esterno.

Guardandola dal di fronte si nota la sua asimmetricità l’esonartece, o porticato, presenta tre arconi a tutto sesto, ma quello più a destra, appoggiato alla torre campanaria, risulta più basso e stretto. Il Duomo è rivestito in marmo come la parte superiore della torre campanaria di grande monumentalità, nel complesso la struttura risulta però molto armonica. Come per la chiesa di S. Michele in foro le loggette sono sorrette da colonnine tra loro tutte diverse come gli edifici pisano-lucchesi.

Una curiosità è che la città di Lucca si trova lungo il percorso della Via Francigena e pertanto un tempo visitata da numerosi pellegrini stranieri. Sotto il porticato sulla facciata è presente infatti un’iscrizione che attestava la buona fede del cambiavalute che svolgeva la sua attività fori dalla chiesa.

Inizialmente ci siamo prefissati il terzo giorno come giorno di riposo, ma girovagando, nei giorni precedenti, ci siamo imbattuti nel cimitero americano appena fuori Firenze e ci siamo ripromessi di visitarlo proprio in questo giorno. Alla fine, però non è stato così, la stanchezza ha prevalso, ci siamo svegliati tardissimo abbiamo pranzato e abbiamo deciso di fare una passeggiatina tra gli ulivi di San Martino alla Palma, paesino sopra Scandicci dove avevamo la nostra “base”. Inutile dire che la nostra passeggiatina per i campi è durata appena due ore di cammino sotto il sole, perché nonostante la presenza di sole tre vie che girano intorno al paese siamo riusciti a perderci!

Appena fuori dal paesino si trova Villa Torrigiani Zingone, la cui famiglia da anni produce vino e olio, tappa obbligata e consigliata per fare i regalini.

Clicca qui per guardare tutte le foto che abbiamo scattato a Pisa e Lucca!

Torna alla pagina sulla TOSCANA

Torna ai VIAGGI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »