TRA PALIO E BOTTEGHE

TRA PALIO E BOTTEGHE

Noi abbiamo visitato le due città nello stesso giorno, distano circa un’oretta di macchina l’una dall’altra.

A Siena abbiamo lasciato la macchina al parcheggio S. Caterina e da lì è iniziata la nostra “passeggiata” per le vie della città, ovviamente tutto in salita.

Per prima cosa abbiamo raggiunto il Duomo, imponente con la sua facciata in marmo bianco e nero è espressione del Gotico italiano. La decorazione a marmi policromi continua anche all’interno del Duomo. Il pavimento è completamente decorato tramite mosaici in marmo di vario colore, per far sì che esso non si rovini è infatti tracciato un percorso obbligato da seguire. All’interno del Duomo si trova anche la libreria Piccolomini, commissionata dall’omonimo cardinale e decorata da Pinturicchio, il quale si ispirò a Raffaello per la realizzazione degli affreschi, i quali suddividono la stanza in sezioni. Un consiglio: ammirate il soffitto della stanza ma non per troppo tempo, stare troppo tempo a guardare in alto ha i suoi aspetti negativi, soprattutto nelle calde giornate di agosto!

Adiacente al Duomo, alla sua destra, si trova l’Opera della Metropolitana che conserva al suo interno numerosi beni appartenuti alla Chiesa negli anni. Attraverso questo edificio si può accedere al Facciatone. Si tratta di un’alta muraglia che corre parallela alla navata del Duomo, per la parte corrispondente al transetto.

La particolarità di questi due elementi sta nel fatto che il transetto dell’odierno Duomo sarebbe dovuto essere allungato, così da divenire la nuova navata centrale della cattedrale, ma a seguito di diversi crolli e delle epidemie che colpirono la città i lavori furono bloccati. Quanto a quello che fu costruito, non venne abbattuto, ma riqualificato. In questo modo la parete della navata corrisponde all’odierna Opera della Metropolitana, mentre il Facciatone, oggi visitabile, ci regala una vista mozzafiato della città e dei colli e testimonia il portale d’ingresso.

Girovagando per le viette siamo giunti fino a Piazza del Campo, la famosa piazza del Palio di Siena!

Altro elemento di spicco nella piazza è Fonte Gaia, l’odierna scultura è una copia di quella originale risalente al ‘400. L’acqua fu, però, portata fino alla piazza nel 1342, a seguito della quale venne fatta una grande festa a cui tutti i cittadini parteciparono con gioia e da qui il nome della fonte.

In principio si trattava di un unico spazio congiunto alla piazza del mercato, separate nel 1193. A seguito di tale divisione Piazza del Campo assume l’odierna forma a conchiglia delimitata dalle mura delle botteghe. Solo nel ‘300 viene completato Palazzo Pubblico all’interno del quale si insedia il Governo dei 9 ai quali si devono numerose opere urbane e l’odierna centralità della piazza, la cui pavimentazione risulta suddivisa in 9 spicchi a ricordo dello stesso governo.

CURIOSITÀ SUL PALIO

Il nome deriva dal latino “pallium” ovvero mantello, alla contrada vincente veniva infatti offerto un drappo che poteva utilizzare per addobbare la propria chiesa.

Le date del Palio sono due e cadono il 2 Luglio e il 16 Agosto, ma nel caso di ricorrenze importanti la comunità può indire un terzo Palio tra Maggio e Settembre.

Le odierne contrade sono 17, anche se si hanno testimonianze che in passato erano presenti in numero superiore. Di queste dal 1729 solo 10 possono partecipare al palio, per evitare incidenti. Coloro che giocano il palio sono così scelte: le 7 che non hanno partecipato l’anno precedente, più 3 sorteggiate, anche i cavalli vengono sorteggiati.

Il gioco consiste in diverse prove effettuate nei 3 giorni precedenti la gara per permettere al fantino di prendere dimestichezza con il cavallo. La gara effettiva consiste in 3 giri del campo, la contrada che vince il palio è quella il cui cavallo, con o senza fantino, completa per prima i tre giri.

Da lì ci siamo recati fino alla fortezza medicea fatta costruire nel 1536 da Cosimo I De’Medici, come testimonianza della dipendenza della città da Firenze. Le sale interne ospitano mostre temporanee, un’enoteca e la scuola di jazz. La parte interessante sta però nelle mura, esse sono percorribili sulla sommità lungo tutto il perimetro, molti cittadini ci vanno a correre, camminare o a sfruttare le attrezzature da palestra messe a disposizione dal comune. Vi consiglio di lasciare questo luogo per ultimo nella vostra visita alla città, poiché vi potrete prendere una pausa ammirando il paesaggio dall’alto.

Da qui siamo tornati alla macchina e abbiamo fatto rotta verso San Gimignano, la quale dista circa un’ora di macchina da Siena.

Si tratta di un borgo sui colli che mantiene tutt’ora la sua impostazione medioevale. Noi non abbiamo visitato dei luoghi specifici, anche se sono consigliati il Duomo, la Colleggiata di S. Maria Assunta, e tutte le torri che caratterizzano la città di cui la più famosa è la Torre Grossa. Il borgo è caratterizzato da numerose botteghe di artigianato e prodotti tipici, è stato molto bello girovagare tra le vecchie case che vanno a delineare le piccole viette del borgo.

Clicca qui per guardare tutte le foto che abbiamo scattato a Siena e San Gimignano

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