Heller Garden

Heller Garden

IL GIARDINO

Il giardino botanico André Heller, conosciuto come Heller Garden, è localizzato a Gardone Riviera.
Quello del Lago di Garda risulta essere lo scenario ideale per il giardino ideato da Heller.

La particolarità di questo giardino è espressa in un’affermazione dello stesso autore, che lo definisce “Un campionario di regioni del mondo”.

Il giardino non è grande come altri conosciuti, ma al suo interno ospita numerose varietà botaniche provenienti da ogni parte del mondo.
Gli esemplari sono disposti per provenienza geografica e arricchiti con elementi decorativi del territorio di appartenenza.

Il passaggio da un’area all’altra non è netto ma graduale con esemplari presenti in entrambe le aree confinanti al suo interno. Il giardino è infatti ricco di sculture e simboli di spiritualità che richiamano molteplici religioni. Lo scopo del giardino è infatti quello di offrire al visitatore un luogo di pace e tranquillità dove egli possa meditare.

IL PERCORSO

Il percorso da seguire all’interno è libero e non predefinito.

L’INGRESSO

Fin dall’ingresso del giardino si può notare la passione del suo autore non solo per la natura ma anche per l’arte, le due vengono perfettamente fuse per rendere il luogo incantevole e d’ispirazione.
Il cancello è decorato con motivi vegetali e animali nonché un sole e una luna.
Alcuni esemplari del primo gruppo di palme, poste intorno ad un piccolo laghetto, presentano il tronco colorato.

Passando su un ponte che divide a metà il terzo lago che s’incontra, da un lato troviamo una statua di Buddha immersa nel verde e dall’altro numerose ninfee.

LA PORTA PER LA CINA

Ci si ritrova così davanti alla savana africana e, proseguendo ci si para davanti una porta rossa cinese. Tramite essa si entra in un bosco di bambù, i vaporizzatori posti tra le piante fanno in modo di ricreare il loro habitat naturale, e simula un percorso purificatorio.

Addentrandosi ulteriormente si giunge ad un ponticello che attraversa il Lago dei Mostri, così chiamato per la presenza di 2 draghi sputanti sui lati… ma non vi preoccupate sputano solo acqua. Il gioco d’acqua è temporizzato ed è anche molto divertente cercare di schivare i getti… ma se ci finite sotto una bella rinfrescata in una giornata calda non può che fare bene!

Al di là del ponte si trova un albero con grossi rami intrecciati sui quali sarebbe bellissimo potersi arrampicare…

GENIUS LOCI E DIO BABILONESE

Proseguendo nel nostro gironzolare siamo giunti a due alte torri di roccia e girandoci intorno siamo rimasti sorpresi nello scoprire che celavano delle ametiste.

Difronte ad esse è posto un prato verde decorato con piccoli gruppi di fiori di specie e colori tutti diversi. Dietro di esse si trova il Genius Loci, una figura con le braccia aperte, realizzata dallo stesso proprietario, è quasi completamente in edera, eccezion fatta per occhi, naso e bocca.
Essa vuole essere l’espressione del legame natura – uomo, nonché spirito guida del giardino.

Continuando ci siamo imbattuti in un’altra grossa costruzione in pietra: l’enorme volto di un dio babilonese con la bocca aperta che ricorda una grotta. È completamente mosaicata con tasselli in ceramica. I mosaici sono anche messi a decorazione dei vialetti che percorrono il parco.

ROTTA VERSO IL SUD AFRICA

Nel nostro giro siamo poi passati per la Green House, davanti alla quale sono posti molteplici esemplari di cactus e succulente, abbiamo girato intorno al Lago dei Poeti, costeggiato l’agrumeto fino a giungere al piccolo chiosco.

Da qui ci siamo addentrati nell’area del Sud Africa, sicuramente una delle migliori del giardino. La riproduzione seppur in uno spazio ridotto era ben resa.

Molto presenti qui, più che in altre parti del giardino, erano dei piccoli esemplari piantati dentro vere e proprie sfere di terra e legate ai rami delle piante più grandi.

Da li siamo passati per il Lago del Cipresso Calvo. Questa volta però non abbiamo attraversato un ponte ma abbiamo saltato di sasso in sasso da una sponda all’altra, è stata un’esperienza divertente che mi ha fatto sentire completamente parte del luogo in cui mi trovavo.

LE DOLOMITI

Ci siamo così addentrati nel paesaggio dolomitico, caratterizzato da un giardino verticale roccioso. Le rocce riproducono le tre cime di Lavaredo, sono percorribili, quasi scalabili oserei dire.

Queste sono arricchite con le specie vegetali tipiche, prevalentemente arbusti, e pini sempreverdi. Dalla cima si ha una fantastica visuale sul roseto posto “ai piedi della montagna”, e su uno scorcio del vero Lago di Garda.

IL RITORNO

Ritornando verso l’entrata siamo passati attraverso il tunnel di edera, attraversato un altro piccolo laghetto con delle ninfee per poi costeggiare il Lago Monet, lo stesso che sull’altra sponda era costeggiato dai tronchi di palme colorati.

Prima di raggiungere il lago più vicino all’entrata ci siamo imbattuti in una statua del dio Ganesh e in foglie verdi che mi sono rimaste impresse, per l’essere veramente giganti.

Ovviamente ci sono molte più installazioni di quelle che io vi ho descritto qui, e molte specie botaniche di cui purtroppo non mi intendo bene, ma qualunque sia la ragione che vi spinge a visitare un giardino botanico probabilmente, in questo angolo di paradiso, riuscirete a soddisfarla.

 

L’esperienza è stata molto interessante, non solo perché amo i giardini, le piante ed i fiori, quanto più perché questo giardino è un mix di tipologie e di culture, e nella sua organizzazione riesce a mantenere quello che rende la natura bella per il suo essere selvaggio.

 

 

 

Clicca qui per guardare tutte le foto che abbiamo scatto a Heller Garden

Torna a i VIAGGI

One thought on “Heller Garden

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »